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Grossetti Arte Contemporanea presenta per... Arte Fiera Bologna 2009 ART FIRST
DIM SAMPAIO
Mostra Personale
Dal 22 al 26 Gennaio 2009
Bologna - Via Mascarella, 1
La galleria Grossetti, dal 22 al 26 Gennaio, allestisce anche una mostra personale di Dim Sampaio al Bravo Caffè, in via Mascarella 1 a Bologna, dove, accompagnati dall’ottima musica jazz prevista dal calendario del locale (www.bravocaffe.it), sarà possibile ammirare gli ultimi lavori del giovane artista brasiliano. Alle 22.30 di venerdì 23 gennaio, inoltre, il Bravo Caffè presenterà CONTEMPORANEITA' SPIAZZATA Gli interlocutori, Prof. Pietro Bellasi, Prof. Franco Berardi, Prof. Stefano Bonaga, e il gallerista Bruno Grossetti, diretti dal "castiga matti" Prof. Philippe Daverio, si confronteranno sul tema del rapporto tra l’uomo, l’arte e il tempo Seguirà il concerto con "Funk Orchestra Special project for Bravo Caffè": Big band a tre fiati per una notte a ritmo funk con i migliori brani della black music e brani originali all'insegna del groove. Fra i frontmen anche il trombettista di Fiorello in VivaRadio2, Daniele Giardina. Funk Orchestra Special project for Bravo Caffè: Ale Scala - saxDaniele Giardina - tromba Massimo Morganti - trombone Giuseppe Zanca - basso elettrico Riki Burattini - piano e tastiere Stefano Paolini - batteria
L’energia e la sua memoria mostra personale di Dim Sampaio
Dim Sampaio nasce nel 1975 ad Altos nello stato di Piauì nel nordest del Brasile. Sampaio porta con sé una sorta di preistoria del contemporaneo: viene da una delle zone più critiche del pianeta per precipitare nell’atrocità di quelle realtà metropolitane sudamericane, vera mis en abîme della modernità e per approdare in seguito nel rutilante luna-park dell’indifferenza europea. L’ibridazione di queste esperienze, lungi dal mascherarsi del perbenismo di ipocrisie stilistiche o di compromessi dell’immaginario, è veemente anzi furiosa, furibonda. Le contraddizioni e le contrapposizioni, le lacerazioni esistenziali scavalcano ogni possibile e specifica mediazione culturale per farsi pittura “immediata”, immediatezza di una verità pittorica magmatica che alla lettera deflagra e fa esplodere, fra l’altro, i confini tra figurativo, informale ecc. Fantasmi dai colori sgargianti come in un carnevale e che, come in un carnevale, sgocciolano e si dissolvono riassorbiti dall’inerzia dei fondali quotidiani. Impasti eruttivi, cromatismi squillanti, segni, tracce, macchie, campiture, spruzzi e spessori tridimensionali collaborano a generare e accelerare quella energia quasi primordiale di una verità allo stato nascente. Certo l’esasperazione cromatica Dim Sampaio se la porta dietro dall’immaginario sudamericano assorbito nell’infanzia e nella prima giovinezza; così come, forse, l’evanescenza delle silhouettes enigmatiche delle pitture rupestri precolombiane. Ed è anche vero che il suo dipingere risente di una forza visionaria “rituale” che ricorda le trances della jumera e della macomba. Ma niente traspare in superficie degradandosi a richiamo folklorico o ad attrazione esotica. Se mai, rafforza da un punto remoto la sfida della pittura di Sampaio alle nostre stanchezze culturali.
testo: Prof. Pietro Bellasi
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Grossetti Arte Contemporanea - Milano / Italy