|
Raul Gabriel |
|
URBAN TRASH
|
|
Giovedi 20 settembre 2007, ore 18.30
|
|
Luogo: Grossetti Arte Contemporanea Via di Porta Tenaglia 1/3 (mappa) 20121 Milano Tel 0039 02 29 06 21 28, Fax 0039 02 29 01 47 67 www.grossettiart.it galleria@grossettiart.it |
| ORARIO: Martedì -
Venerdì 10,30 - 19,30 - Sabato 14,00 - 19,30 Lunedì su appuntamento |
|
Durata: 20 settembre 15 ottobre 2007 INAUGURAZIONE: Giovedi 20 settembre 2007, ore 18.30
La mostra è un viaggio tra atmosfere rarefatte, nebulosità gassose, dissolvenze che raggiungono intense saturazioni cromatiche. Su tre pareti si dispongono le proiezioni di altrettanti semafori coi loro tappeti sonori. Ora una dissolvenza sul nero, uneclissi di sole che rende latmosfera una sorta di colla bituminosa, un crudele buio in cui cerchiature nere si sovrappongono ai tipici occhi del semaforo. In alternanza al nero lartista ha voluto un bianco accecante, privo di riferimenti terreni, liquidamente palpabile come un infinito da incorniciare. Nero e bianco, bianco e nero, energie opposte e sovrapponibili, flussi irreali in cui gli stessi suoni creano dimensioni tra loro complementari. Il nero gonfia lincombenza, crea pathos drammatico e tensione sensoriale. Il bianco agisce su scie astratte dai ghirigori psichedelici, ti avvolge nelle sue spire spaziali e necrotizzanti. Nero e bianco, bianco e nero, variazioni sul nero, variazioni sul bianco: è il semaforo che non si ferma come il flusso della vita, continuando allinfinito nel suo loop antropologico. Assieme alla videoinstallazione troneggia una Vespa di ultima generazione che presenta un lato esteticamente perfetto, da salone espositivo, simbolo della tecnologia industriale e presente di fronte a ogni semaforo delle nostre città. Dallaltro lato, come memoria di unesplosione nucleare, il motociclo risulta sciolto, fuso dal calore, rottame e rifiuto tecnologico. Anche qui un rimando alla storia della pittura, ai celotex bruciati di Burri. Inoltre, viene presentato un percorso pittorico parallelo di quadri con fondali dalle monocromie piatte. Un trittico, il più recente e per certi versi più estremo, si basa su tre telai bianchi con una triade nera di segni verticali su ogni pannello. Piccolo dettaglio: il segno non viene dal colore applicato ma da frammenti di buste per la spazzatura, quelle che tutti noi maneggiamo nei nostri secchi domestici. Ovvio ma non scontato pensare al riciclo della vita urbana: semafori in azione nei video, rumori stradali che completano la ripresa e la sua elaborazione, brandelli di altra spazzatura che diventano segno e materia. |
|
|