Annährungen
an das Absolute >>
15
maggio - 3 luglio 2005
Institut
Mathildenhöhe Darmstadt
Olbrichweg 13
64287 Darmstadt (Germany)
english
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L'Institut
Mathildenhöhe di Darmstadt presenta la prima mostra antologica
in Germania dell'artista italiano Rodolfo Aricò che è
stato uno dei più significativi protagonisti dell'arte italiana
della seconda metà del XX secolo.
Aricò, nato a Milano nel 1930 ed ivi scomparso nel 2002, nel
corso della sua carriera artistica ultraquarantennale in continua
evoluzione, ha compiuto un percorso creativo alla fine del quale ha
raggiunto una qualità d'espressione in cui solo la suggestione
della pittura pura risulta significativa.
Alla fine degli anni Cinquanta, stimolato soprattutto dall'arte informale
ma riconoscendone presto i limiti, è pervenuto a forme più
chiaramente definite. Questo l'ha condotto negli anni '60 alla creazione
di opere costituite da più elementi, che presentava in installazioni
ambientali, e a relazionarsi con forme architettoniche primarie.
A partire da quegli anni si è sempre più intensamente
dedicato ai principi fondamentali della strutturazione dell'opera,
alla sua trama, all'importanza del colore, alla materia della pittura,
alla trama dell'opera, alla struttura e alla cura magistrale nella
stratificazione del colore e delle superfici.
I suoi dipinti, che nella sua ultima fase creativa tendono alla monocromia,
sono espressione della sua personale visione dell'Assoluto.
In mostra verranno presentate opere che ripercorrono l'iter creativo
dell'artista a partire dalla fine degli anni '50 sino al 2002.
In occasione della mostra verrà pubblicata una monografia,
a cura del Dr. Klaus Wolbert, che costituisce un'affascinante presentazione
del "fare" creativo di Rodolfo Aricò, in tutti i
suoi aspetti formali e temporali.
Il volume bilingue di 208 pagine, oltre allo studio del Dr. Klaus
Wolbert, contiene saggi di Luca Massimo Barbero, Claudio Cerritelli,
Massimo Donà, Carlo Invernizzi, Lorenzo Mango, Marco Meneguzzo,
Francesca Pola, Concetto Pozzati, Antonella Soldaini, Elmar Zorn,
80 immagini a colori e 40 immagini bianco/nero a piena pagina e un
apparato bio-bibliografico.
Rodolfo Aricò tiene la sua prima mostra personale nel 1957.
Viene poi invitato nel 1964 alla XXXII Biennale di Venezia e a partire
dal 1966 avvia la sua riflessione sugli aspetti oggettuali del fare
artistico.
Nel 1968 partecipa alla XXXIV Biennale di Venezia con una sala personale
nella quale realizza attraverso le sue opere una vera e propria situazione
ambientale.
Nel 1974 viene organizzata una sua mostra antologica a Palazzo Grassi,
a Venezia.
Nel 1980 presenta alla Casa del Mantegna di Mantova una mostra personale
focalizzata sull'indagine delle relazioni tra architettura, pittura
e mito.
Nel 1984 espone al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano opere
storiche insieme ad un nucleo di nuovi lavori.
Durante gli anni Novanta presenta una serie di mostre personali a
Milano.